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Vallon d'Antermoia, 38030 Mazzin . Val di Fassa (TN) ITALIA
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Valon de Antermoia, 38030 Mazzin, Val di Fassa (Trento) – ITALIA

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+39.333.66.56.311 +39.0462.60.22.72

Come raggiungere il Rifugio

CARTINA IN ALTA RISOLUZIONE

Scarica la cartina con i sentieri per raggiungere il nostro rifugio. Una cartina in alta risoluzione, formato PDF, molto dettagliata che copre la zona del Catinaccio

ACCESSI PER RAGGIUNGERE IL RIFUGIO ANTERMOIA

Il rifugio Antermoia è comodamente raggiungibile da diversi punti, tra cui Pera di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa, Val Duron, Fontanazzo, Alpe di Siusi e da Tires. Non esitare a contattarci per qualsiasi chiarimento o informazione!

1/a – Da Pera, m. 1.326, attraverso la Val Udai sentiero 579 e 580 Tempo: ore 3:30
Per raggiungere il sentiero della Val Udai esistono tre opzioni:

1) dalla partenza della seggiovia ” Vajolet ” è possibile usufruire del servizio navetta a pagamento che conduce a Gardeccia, scendendo a Ronc e prendendo da qui il sentiero 579

2) si può fruire del parcheggio alla partenza della seggiovia ” Vajolet ” gratuito e da qui giunti al centro dell’ abitato ci si spinge fino a Pera di Sopra, sull’opposta riva del Rio Soiàl da cui parte il sentiero 546 che porta a Monciòn, si scende a Ronc e si attacca il sentiero 579

3) si può tentare di parcheggiare direttamente a Ronc o a Monciòn.
Il sentiero della Val Udai è sicuramente l’accesso più breve in assoluto, ma anche il più ripido, uno di quelli che non dà respiro dall’inizio alla fine.
Una volta intrapreso il sentiero 579 si cammina sino ad incontrare il sentiero 580 proveniente da Mazzin. La valle è ripida e stretta, a destra, dalle interessanti rocce del Dociorìl ed apparentemente chiusa, di fronte, dallo zoccolo del Polentòn. Proseguendo si iniziano a costeggiare i fianchi del Mantello, a sinistra, tra questo ed il Polentòn scende il Rio d’ Antermoia che precipita a valle con le due alte cascate di Socorda. Continuando a salire iniziano a mostrarsi le tracce di un’ antica civiltà pastorale, il percorso diventa sempre più ripido fino ai verdi pascoli di Camerloi, m. 2.200,  nella parte alta della Val di Dona costellata di fienili. Si sale a ridosso del testone roccioso del Sasso di Dona, m. 2.760,fino ad incrociare il  sentiero 580 per arrivare all’omonimo passo, dai prati si passa a bianche ghiaie e  volgendo lo sguardo ad est il panorama si apre sul Sassolungo, il Sella e la Marmolada in lontananza il Pelmo la Civetta e le Pale di S. Martino . Dal Passo di Dona,m. 2.516, come un miraggio, finalmente compare il rifugio, che in pochi minuti si raggiunge e si arriva sulla sella dell’ incantevole Conca d’ Antermoia.

1/b – Da Pera, m. 1.326, attraverso la Val del Vajolet, località Gardeccia, ed il Passo Antermoia, m. 2.769, sentiero 546 e 584 Tempo: ore 4 Facile (E)
Le opzioni per raggiungere Gardeccia sono quelle elencate nell’it. 1/a ai punti 1, 2 e 3.
Da Gardeccia si prende il sentiero 546, il percorso fino ai rifugi Vajolet e Preuss è semplice e comodo adibito al transito delle jeep che portano il necessario ai vari rifugi della zona, si cammina tra le imponenti pareti del catinaccio Centrale a sinistra e le fiabesche guglie del Larsec a destra, in un’ ora si arriva ai sopradetti rifugi. Da qui il sentiero 584 verso il Passo d’ Antermoia è in lieve salita, per poi risalire ripido sulle ghiaie sotto il Catinaccio d’Antermoia fino all’omonimo Passo, è questo il punto un po’ più impegnativo di tutto il tragitto, essendo un tratto di sentiero ripido e ghiaioso. La vista, da quassù, sul Catinaccio Centrale, la Croda di Re Laurino e le Torri del Vajolet è sicuramente la migliore, per rendersi conto della loro reale forma. Volgendo, inoltre, lo sguardo verso a sinistra del rifugio Principe,verso il Passo di Valbona, è possibile vedere la singolare formazione rocciosa che prende il nome di ”Omino Bucato“. Altre particolari formazioni strutture rocciose attigue al Passo rendono l’ambiente quasi fiabesco, nonostante l’ imponente austerità del Massiccio del Catinaccio d’ Antermoia.
Dal Passo sino al Rifugio Antermoia la via si percorre in dicesa e poi su terreno pianeggiante dentro la magica Conca d’Antermoia dove è d’ obbligo fare una sosta al leggendario lago, da qui ancora poche decine di metri e si arriva al rifugio.

2/a – Da Mazzin, m. 1.372, per la Valle Udai sentiero 580 Tempo: ore 3:30 Facile (E)
Dal centro dell’abitato si segue per circa m. 500 la statale per Campitello sino ad un antico capitello a sinistra della strada.deviando per prati si prosegue fino alle case di Bee e di qui si prende il sent. 580 fino ad incrociare quello che viene da Pera (it. 1/a).

3/a – Da Campestrin, m. 1.375, per la Valle di Dona sentiero 577-580 Tempo: ore 4 Facile (E)
Dall’ abitato si attraversano i prati ad ovest, si oltrepassa il Rio di Dona e si toccano i casolari di Bee e poco dopo ci si immette nella stradina che sale da Mazzin. Si entra nei Boschi di Borést, che rivelano le basi del Ponsìn, lunga dorsale che separa i solchi della Val di Dona e della Val Duròn e ci si ricollega al sentiero 577 che sale da Fontanazzo di Sotto, il sentiero è comodo, ma abbastanza ripido ed ombroso. Man mano che si sale si cominciano a vedere i tobià, segno di un’antica realtà pastorale, ed il paesaggio si trasforma radicalmente, lasciandosi alle spalle il cupo ed irto bosco si entra nella piana e verdeggiante Val di Dona, dove sorge l’ omonimo rifugio. L’ambiente è bucolico, ci si trova immersi in verdi prati che, a seconda del periodo, si ricoprono di colore numerose, infatti, sono le tipologie di fiori che lo ricoprono: genziane, genzianelle, anemoni, bottoni d’ oro, ranuncoli e così via. Proseguendo si sale fino agli ultimi pascoli di Camerloi, m.2.200, prendendo il sentiero 580 e per bianche ghiaie si capitola al Passo di Dona da qui il panorama si apre a perdita d’ occhio sul Sassolungo, sul Sella, la Marmolada e più in là il Pelmo, la Civetta fino alle Pale di S. Martino. Dal passo si scorge il rifugio che in breve si raggiunge, introducendosi nel meraviglioso mondo di pietra della magica Conca d’ Antermoia.

4/a –  Da Fontanazzo di Sotto, m 1.395, per la Valle  di Dona sentiero 577-580  Tempo: ore 3.30 Facile (E)
A monte del paese parte il sentiero 577 che conduce in Val di Dona, il percorso da seguire è quello dell’ it. 3/a.

5/a – Da Campitello di Fassa, m. 1.448, per la Valle Duròn, Passo delle Ciaregole, m. 2.282 e passo di Dona m. 2.516 sentiero 578-580 Tempo: ore 4 Facile (E)
Per raggiungere la Val Duròn esistono due modi:

1) parcheggiando direttamente sulla Streda de Salin,a monte di Campitello, che corrisponde al sentiero 578

2) usufruendo del bus navetta a pagamento, all’ imbocco della Streda de Salin, che porta al Rifugio Micheluzzi, guadagnando un’ ora e mezza di camminata

Rispetto alle Val Udai e di Dona la salita è più dolce, ma il tragitto è più lungo, partendo da Campitello. Una volta usciti dalla carreggiabile dentro l’ abetaia il primo scorcio è sui Denti di Terrarossa, il sentiero comincia ad essere in falso piano, qui inizia a delinearsi tutta la bellezza della Val Duròn, col suo quieto torrente, i verdi pascoli, le baite a sinistra l’altrettanto verde dorsale che la separa dalla Val di Dona e a destra le candide pietre del Sassopiatto, in lontananza lo scampanio delle mucche al pascolo. Questa è la zona dei rododendri ed oltre la baita Brach, nella quale è consigliabile una tappa ristoratrice dalla sana cucina casereccia, dei mirtilli . Giunti alla teleferica del Rifugio Antermoia il percorso si fa più ripido il sentiero di terra scura infossato nel ripido prato come una naturale trincea, il panorama man mano che ci si alza di quota sempre più maestoso sulle cime del Sassolungo, Sella, Marmolada, Pelmo, Civetta e più in là le Pale di S. Martino.
Si cammina così fino al Passo delle Ciaregole, m. 2.282, i prati cominciano a lasciare libero spazio alle pietre, le pareti della Cima Principale di Dona sovrastano il sentiero, s’ incrocia il sentiero 580 l’ ambiente si fa austero fino al Passo di Dona,m. 2.516, ed all’arrivo della teleferica dove agli occhi si apre la magica Conca d’ Antermoia con il suo omonimo rifugio m. 2.496. In breve in dolce discesa l’ agognata meta si fa realtà.

Dall’ Alpe di Siusi attraverso il Passo Tires m. 2.441, il Passo Duròn m. 2.168, il Passo delle Ciaregole m. 2.282 ed il Passo di Dona m. 2.516 sentiero n° 2 (sul versante dell’Alpe di Siusi ) (4-594 ) 532-555-578-580 Tempo: ore 6.
Si tratta di una lunga e splendida attraversata, di una giornata (almeno 6 ore ), ma semplice e con piccoli dislivelli.
Dall’Alpe di Siusi si prende il sentiero n° 2 in direzione dell’Albergo Panorama attraverso magnifici pascoli e si raggiunge la Forcella dei Denti di Terra Rossa, si sale per il sentiero serpentineggiante e si arriva al Passo Tires m. 2.441 in due ore e mezza, circa.
Ci si porta, da qui, verso la Sella di Cresta Nera e si scende in Valle Duròn nei pressi della Malga Docoldaura, in direzione SE si sale verso destra. Si scavalcano i Passi Duròn, delle Ciaregole e di Dona ed immersi in un paesaggio mozzafiato finalmente si arriva al Rifugio Antermoia.

CONTATTACI

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