Lettera pubblicata sul quotidiano TRENTINO

maggio 17, 2011

Dopo aver assistito alla serata di Simone Moro al Film Festival della Montagna di Trento, mi sono convinto di fare alcune riflessioni relative ai primati in montagna arrivando alla conclusione che ognuno se li accomoda a proprio piacimento. Premetto di essere cosciente che fa parte dell’ambizione umana cercare di fare qualcosa che non è mai stato fatto ( da altri ) prima.

Ci devono però essere delle regole e certezze: malgrado la mia non più giovane età, visito sempre più spesso in internet i siti relativi all’alpinismo e in particolare montagna.tv. Internet è diventato per me un po’ come le ciliegie, una tira l’altra…

Nel sito leggo per esempio che Abele Blanc ha salito tutti i 14 Ottomila senza ossigeno, terzo alpinista italiano. Al Festival di Trento ho incontrato il mio amico Sergio Martini che considero uno dei più grandi alpinisti in assoluto e sicuramente il più grande per la sua smisurata modestia e semplicità.

Gli domando:

” Ma tu non hai salito il Kanchenjunga con Abele e mi avevi detto che avevate dovuto utilizzare l’ossigeno per aiutare Benoit Chamoux bloccato in quota ? ” Mi risponde: ” Si, è vero ma forse Abele è ritornato a salirlo una seconda volta senza ossigeno “.

” Potresti verificare ? “

gli chiedo. Ormai sembra che tutti abbiano dimenticato il fatto che tu sei l’ottavo alpinista al mondo ad aver salito tutti gli Ottomila, alcuni ripetuti e arrivando al numero di 19 ottomila saliti, sempre con pochi mezzi, autofinanziandoti, senza sponsor e senza “grancassa”.

Assieme abbiamo fatto sei spedizioni agli ottomila e in due di esse siamo riusciti a raggiungere la cima insieme: nel 1985 il Makalù, prima salita italiana con Fausto de Stefani e Fabio Stedile nel 1986 l’ Annapurna in puro stile alpino partendo da Katmandu alla fine di agosto con l’avvicinamento a piedi e arrivando in vetta il 21 settembre, senza l’utilizzo di corde fisse e senza ossigeno. Utilizzammo nella discesa 2/3 spezzoni di cordino di pochi metri che ci aiutarono nei punti più pericolosi e non c’era nessun’altra spedizione durante la salita. Assieme a noi due c’era Fausto De Stefani.

” Sai Sergio, qui comincio anch’io a giocare con i primati e mi viene in mente che con Fausto de Stefani forse siamo gli unici alpinisti di lingua italiana ad aver salito in prima italiana il Makalu ( 1985 ) e L’Annapurna ( 1986 ).”

 

Almo Giambisi

 

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Comments

One Response to “Lettera pubblicata sul quotidiano TRENTINO”

  1. silvio on maggio 22nd, 2011 20:00

    Concordo, condivido e trovo importantissimo non dimenticare (a volte volutamente) grandi ascensioni fatte con materiali , e pure spirito, al limite …. oggi, che tutto deve esser “no limits”…. e, cosa ancor più grave creare nuovi records , che sovente tanto nuovi non sono affatto !!! ciao Almo e complimenti

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