Mantello

Muntél ( Mantello m. 2567 ), punto panoramico, brevemente accessibile per prati dal Passo di Dona. Presenta una bella parete S. O., visibile di scorcio dal Rifugio Antermoia. ” Muntél ” significa ” piccolo alpeggio “.

Diretta del Muntél ( S. O ), fonti: ” La nuova guida del Catinaccio ” Antonio Bernard Edizioni Mediterranee 2008.
A. Bernard, M. Vigo, l’11 – 7 – 2006.
Consigliamo di pernottare al simpatico Rifugio Antermoia, in una zona fra le più suggestive del gruppo, e di scoprire una delle più divertenti vie di media difficoltà del Catinaccio; roccia ottima lungo verticali placche appigliate. E’ vero che la scalata è breve, ma , se si vuole, c’è anche il tempo per abbinarla alla vicina e bella ” via del cuneo “: in questo modo si avrà assicurata una piacevole arrampicata, in un ambiente sereno e riposante, fra l’altro lontano dalla folla.
Difficoltà: D ( 4°-, 4°+, 5°- )
Dislivello: m. 200
Tempo di percorrenza: dal rif. all’attacco in 30 min; salita in ore 1. 45 – 2. 15; ritorno al rif. in 15 min. per prati.
Materiale: la via è attrezzata; chiodi non necessari; numerose clessidre
Relazione: dal rif. imboccare il sent. Paola e lasciarlo ben presto per discendere per erbe e roccette verso il solco del Rio d’Antermoia e valiacarlo abbastanza in alto, dove questo inizia ad uscire dalla strettoia della gola; risalire in diagonale per facili roccette alla cengia che fascia alla base la parete S. O. del Muntèl e percorrerla fino all’attacco.

 

Per la Parete S. O. ( Via del Cuneo ), fonti:  ” La nuova guida del Catinaccio ” Antonio Bernard Edizioni Mediterranee 2008.
Don Tita Soraruf con E. Delladio estate 1926
Raddrizzata alla fine degli anni Novanta da G. Bressan e A. Giambisi e ulteriormente resa più diretta da A. Bernard e A. Giambisi, il 2 – 9 – 2005. Qui si relaziona la via con la variante successiva, che risulta molto indipendente da quella originale, ma anche più bella. Roccia da buona ad ottima con una gradevole varietà di passaggi ( parete, diedro, fessura ), si consiglia di percorrere questa via, rimasta sconosciuta fino ad oggi.
Difficoltà: D ( 4°,5°-, pass. di 5°+ )
Dislivello: m. 200
Tempo di percorrenza: dal rif. all’attacco in 30 min; salita in ore 2 – 2. 45
Materiale: la via è attrezzata; chiodi solo per emergenze; dadi e friend e 6 – 8 rinvii
Relazione: dal rif. imboccare il sent. Paola e lasciarlo ben presto per discendere per erbe e roccette verso il solco del Rio d’Antermoia e valiacarlo abbastanza in alto, dove questo inizia ad uscire dalla strettoia della gola; risalire in diagonale per facili roccette alla cengia che fascia alla base la parete S. O. del Muntèl e percorrerla fino all’attacco.

 

Diretta per la Parete  S. O. ( Via dei Tedeschi ), fonti: itinerari alpini ” Catinaccio ” Dante Colli – Gino Battisti Tamari Editori in Bologna 1984.
E. Hermann e G. Leitgeb il 21 – 7 – 1929.
Dal rifugio si cammina fino all’attacco del Mantello per un solco della parete che scende direttamente dalla cima, un po’ a sinistra rispetto alla via del cuneo. Di qui ci si porta sulle rocce esposte a placche, per una specie di cengia inclinata da destra verso sinistra fin sotto il precipizio terminale della cima. Si sale poi nella fessura citata, a picco e molto esposta, fino alla cima.
Difficoltà: Ⅳ+
Dislivello: m. 220
Tempo di percorrenza: dal rifugio all’attacco 30 min; salita ore 2. 30

 

Via El Lopez, fonti: ” Relazione di Silvio Prevosto ”
Aperta in due riprese, il 12 e 20 agosto 2009, da Silvio Prevosto con due diversi compagni di cordata: Gerhard Reiter e Tiziano Zendron.
L’attacco della via, ben distinguibile a sinistra dell’arco di roccia grigia sulla cengia erbosa, posto a 20 min. dal Rifugio Antermoia e dopo uno zoccolo iniziale di 1° grado, di circa m. 70; i tiri si susseguono come di seguito relazionato:
1° tiro: m. 50, diff. Ⅲ, protezioni e soste su clessidre
2° tiro: m. 45; diff. Ⅲ+ e Ⅳ-, protezioni e soste su clessidre
3° tiro: m. 45, protezioni su clessidre e sosta su chiodo + spit + piccola clessidra
4° tiro: m. 28, diff. dal Ⅴ+ al Ⅶ, ( da confermare da futuri ripetitori ), protezioni su clessidre e numerosi spits – sosta clessidra + spit
5° tiro: m. 20; diff. Ⅶ-, protezioni su spits -sosta clessidra + spit
6° tiro: m. 40; Ⅳ-, protezioni su clessidre e 3 chiodi – sosta clessidra + spit
La roccia è bellissima ed i due tiri più difficili ben spittati. Per la ripetizione occorrono: normale dotazione alpinistica + 12 rinvii, eventuali friend medio piccoli e alcuni kevlar ( nelle clessidre più grandi sono stati lasciati spezzoni ). Tempo di percorrenza di scalata  ore 2.
Per i ripetitori vi è un libro di via, posizionato in una nicchia all’uscita. Ulteriori informazioni presso il Rifugio Antermoia ( dal noto gestore alpinista Almo Giambisi ). Si consideri che dall’uscita della via, cioè dal plateau del Mantello d’Antermoia, in circa 15 min. si ritorna al rifugio scendendo al Passo Dona. La via è dedicata a Fiorenzo Gabrielli ” Lopez ” perito a Paneveggio il 10 luglio 2009.

 

Via S. Martini e Palma

Via S. Martini e A. Giambisi

 

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